Lo “strano” caso dell’avvicendamento in Bricoman

Il 18 maggio, esattamente una settimana fa rispetto al momento in cui stiamo scrivendo, Bricoman ha inviato ai fornitori dei reparti utensileria e giardinaggio una comunicazione che prevedeva l’avvicendamento al ruolo di Capo Prodotto tra Ruggero Maspero (uscente) e Marco Colombo (entrante).

Niente di nuovo sotto il sole se non le ultime due righe di questa comunicazione in cui Bricoman spiega che le dimissioni di Maspero sono avvenute “a seguito di una nostra contestazione con sospensione immediata dal lavoro”. Poche parole, molto chiare, di una durezza che, per quanto ci è permesso conoscere, non erano mai state usate in nessun caso e da nessuna insegna.

Naturalmente questa comunicazione e il modo in cui è stata scritta ci hanno imposto un supplemento di indagine giornalistica, in primo luogo verso Bricoman che, nella persona del suo amministratore delegato, Alessandro Di Giovanni (del quale dobbiamo sottolineare la disponibilità e la cortesia), ha voluto rispettare anche in questo caso la nota strategia aziendale secondo la quale non vengono fornite ai giornalisti informazioni di alcun tipo. Abbiamo scritto a Maspero un messaggio tramite la sua pagina Facebook, annunciandogli il nostro interessamento alla vicenda e la disponibilità ad ascoltare e pubblicare qualsiasi tipo di esternazione di cui volesse far partecipe noi e i nostri lettori. Infine ci siamo rivolti a quelle che storicamente sono le nostre fonti di informazione interne al mercato (manager della produzione e della distribuzione).

Da Ruggero Maspero non abbiamo avuto fino ad ora nessun segnale. L’unico elemento che possiamo aggiungere al racconto è una sua lettera ai fornitori, a seguita di quella di Bricoman che abbiamo citato, in cui, tra i saluti e gli auguri di buon lavoro, enuncia la propria “forte amarezza e tristezza senza aggiungere altri commenti”.

Venendo infine a quanto abbiamo raccolto parlando con diversi manager di provata e cristallina serietà professionale, i quali, a loro volta si sono confrontati con altri colleghi sulla notizia, sembrerebbe che la contestazione di Bricoman al suo buyer sia inerente a comportamenti assolutamente inadeguati nei confronti dei fornitori.

Un atteggiamento questo che Bricoman, sembrerebbe non aver individuato solo in Maspero ma anche in altri propri buyer che però al momento, non sono stati allontanati dall’azienda ma semplicemente in qualche modo limitati nella loro possibilità di azione.

Il fatto, quindi, avrebbe una portata molto importante, sia per il numero delle persone coinvolte sia per l’entità del risvolto economico. Tanto che sembrerebbe che Bricoman, considerandosi parte lesa, avrebbe richiamato l’attenzione della Guardia di Finanza per avere un supporto istituzionale in questa operazione di pulizia. Naturalmente abbiamo contattato la Guardia di Finanza che, correttamente, non ci ha rilasciato alcuna informazione in quanto, se anche fosse in corso un’indagine (fatto non confermato) non potrebbero parlarne fino alla conclusione della stessa.

Continueremo a monitorare la vicenda. Quello che bisogna però segnalare, in conclusione, è la durezza dell’atteggiamento di Bricoman nell’affrontare la questione con il proprio buyer, dando così un esempio molto preciso di quanto l’insegna tenga ad avere un rapporto trasparente e onesto con i propri fornitori, non tollerando in alcun modo e reagendo come abbiamo visto ad eventuali “distrazioni” da parte dei propri compratori. Un atteggiamento che, sappiamo, essere molto apprezzato da molte aziende che sperano, evidentemente, si possa trovare in tutte le altre insegne della grande distribuzione del nostro settore.